Chi ha inventato Capri: da Augusto a Munthe, storie di viaggiatori

Imperatori, poeti e un medico svedese: le persone che hanno trasformato uno scoglio in un mito.

07/10/2026

Augusto e lo scambio con Ischia

Nel 29 a.C. Ottaviano, non ancora Augusto, sbarca a Capri di ritorno dall'Oriente. Svetonio racconta che un leccio ormai secco rinverdì al suo arrivo e che il futuro imperatore lesse in quel gesto della natura un presagio: chiese allora a Napoli di cedergli l'isola in cambio di Ischia, più grande e più fertile. Fu il primo a scegliere Capri per il piacere e non per l'utilità, tanto da chiamarla scherzosamente Apragopoli, la città del dolce far niente. Da quel baratto comincia la vocazione dell'isola come rifugio privato del potere. La collezione AUGUSTO rilegge questo gesto fondativo: linee piene e sobrie, come la sicurezza di chi sapeva che la bellezza vale più di un terreno coltivabile.

AUGUSTO
AUGUSTO

Tiberio e le dodici ville

Nel 27 d.C. Tiberio lascia Roma e non vi farà più ritorno: per dieci anni governa l'impero da Capri, con un sistema di segnali luminosi che collegava l'isola alla terraferma. Tacito attribuisce all'imperatore dodici ville, una per ogni divinità olimpica; la maggiore è Villa Jovis, sulla cima orientale a oltre trecento metri sul mare, con enormi cisterne scavate nella roccia per raccogliere l'acqua piovana, l'unica risorsa su un'isola senza sorgenti. Il salto a strapiombo accanto alla villa porta ancora il suo nome, tra cronaca e leggenda. La collezione tiberio nasce da questa Capri verticale e severa: pietra, altezza, silenzio, e un orizzonte che da lassù abbraccia Sorrento, Ischia e l'intero golfo.

AUGUSTO
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1826: la Grotta Azzurra riscoperta

I pescatori la conoscevano da sempre e la chiamavano Grotta Gradola, ma la evitavano, convinti che fosse abitata da spiriti. Nell'agosto del 1826 il poeta tedesco August Kopisch e il pittore Ernst Fries, guidati dal barcaiolo Angelo Ferraro e dal notaio Giuseppe Pagano, vi entrarono a nuoto e ne uscirono con una storia che fece il giro dell'Europa romantica. L'azzurro non è un pigmento: la luce entra da un'apertura sommersa, l'acqua assorbe i rossi e restituisce solo le lunghezze d'onda più fredde, trasformando la cavità in una lanterna rovesciata. La collezione grotta azzurra traduce quella luce liquida in pietre e smalti, cercando la tonalità che si vede un attimo prima di riemergere.

tiberio
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Axel Munthe e la sfinge di San Michele

Axel Munthe arrivò ad Anacapri nel 1876, giovane studente di medicina, e vi tornò vent'anni dopo per costruire la casa che aveva sognato. Villa San Michele sorse dal 1896 sulle rovine di una villa tiberiana e di una cappella medievale, con il contadino Mastro Vincenzo come capomastro e Munthe stesso come architetto improvvisato. Sul parapetto della pergola posò una sfinge egizia in granito rosso, rivolta verso il golfo, dalla provenienza mai del tutto chiarita. Il suo libro del 1929, La storia di San Michele, vendette milioni di copie e fece dell'isola una meta per i lettori di tutto il mondo. La collezione san michele ne custodisce lo spirito: una bellezza costruita con pazienza, frammento dopo frammento.

AUGUSTO
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Via Tragara, Neruda e il belvedere

Nel 1952 Pablo Neruda, esule dal Cile, trovò ospitalità a Capri grazie allo scrittore e ingegnere Edwin Cerio, che gli mise a disposizione la Casa di Arturo in via Tragara. Qui, con Matilde Urrutia, scrisse I versi del Capitano, pubblicati a Napoli in forma anonima quello stesso anno; una targa sulla facciata ricorda ancora quei mesi. La via, lastricata e ombreggiata, finisce nel belvedere che si apre d'improvviso sui Faraglioni e su Marina Piccola: è il punto in cui molti capiscono perché Capri sia stata amata da tanti. Le collezioni tragara e belvedere nascono da quella passeggiata e da quell'affaccio, tra ombra e luce improvvisa.

Via Camerelle, da acquedotto a salotto

Il nome di via Camerelle non viene dalle boutique che oggi la rendono celebre, ma dalle piccole camere voltate di epoca romana, forse cisterne o depositi, su cui la strada poggiava; parte di quelle strutture resistette fino all'Ottocento, quando i viaggiatori del Grand Tour le disegnavano nei loro taccuini. È la sintesi di Capri: ogni passo moderno poggia su qualcosa di antico. La collezione via camerelle porta questa stratificazione in un gioiello che si indossa ogni giorno, senza clamore. Se le storie di Augusto, Tiberio, Kopisch, Munthe e Neruda hanno acceso la curiosità, il modo più semplice per continuare il viaggio è esplorare tutte le collezioni su tutte le collezioni, dove ogni nome corrisponde a un luogo reale dell'isola.

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