Lo stile caprese: sandali, pantaloni corti e l'eleganza del Dopoguerra

Dalla bottega del sandalo su misura alle stampe di Pucci: come un'isola ha cambiato il modo di vestire d'estate

19/10/2026

Un palcoscenico chiamato Piazzetta

Alla fine degli anni Quaranta Capri smette di essere solo una meta di scrittori, pittori ed esiliati e diventa un posto dove si va per farsi vedere. Al centro c'è la Piazzetta. Con i suoi tavolini, la torre dell'orologio e la scalinata di Santo Stefano funziona come un piccolo teatro all'aperto, dove si passeggia, si osserva e si viene osservati. Il rito della sera, con gli abiti chiari e l'abbronzatura, crea un modo di presentarsi che viene dallo spazio stesso: le strade sono strette, le scale molte, le auto quasi assenti. Si veste per camminare. Per questo l'eleganza caprese è da subito pratica, e lo stesso equilibrio tra rappresentanza e misura si ritrova nella collezione Piazzetta 925.

piazzetta 925
piazzetta 925

I pantaloni che si fermano alla caviglia

Nel 1948 la stilista tedesca Sonja de Lennart disegna un pantalone aderente e tagliato sopra la caviglia e lo chiama come l'isola che amava. Il modello non nasce per caso: lascia libere le gambe sugli scogli e sulle scalette dei lidi, sta bene con i sandali bassi e non si bagna sul bordo delle barche. Il cinema di Hollywood lo porta ovunque, ma a Capri resta un capo di tutti i giorni, legato al percorso che scende verso il mare. A Marina Piccola, tra gli scogli delle Sirene e gli stabilimenti scavati nella roccia, quel pantalone si spiega da solo. Ed è a quel movimento leggero tra roccia e acqua che si ispira Onda Azzurra.

piazzetta 925
piazzetta 925

Il sandalo, cucito sul piede

Il sandalo caprese è un oggetto artigianale prima che un accessorio di moda. Nel 1946 Amedeo Canfora apre la sua bottega e comincia a fare sandali su misura: il cliente si siede, il calzolaio prende la forma del piede e in poche ore la suola di cuoio e le strisce sono pronte. Tra le clienti si ricordano Jacqueline Kennedy e la principessa Soraya. Le versioni più ricche aggiungono pietre colorate e piccoli decori sulla tomaia, ma la struttura resta semplice e adatta al selciato. Questo rapporto con l'artigiano, fatto di misura, tempo e scelta personale, è ancora vivo nelle botteghe e nelle vetrine di Via Camerelle.

Marina Piccola
Marina Piccola

Pucci e i colori di Marina Piccola

All'inizio degli anni Cinquanta Emilio Pucci apre una boutique alla Canzone del Mare, lo stabilimento di Marina Piccola voluto dalla cantante inglese Gracie Fields. Le sue sete stampate, leggerissime, mettono insieme colori che sulla terraferma sarebbero sembrati azzardati: turchesi, fucsia, gialli acidi, blu profondi. A Capri invece sono semplicemente quello che si vede intorno, cioè il fondale chiaro sotto le barche, le bouganville sui muri e i limoni nei giardini. È un'idea di colore presa dal paesaggio e non da un catalogo. Il blu intenso del mare aperto torna nelle pietre di Bluette, mentre la luce calda del pomeriggio sulle pareti di tufo è quella di Anima Solare.

piazzetta 925
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L'eleganza del togliere

Dietro le stampe e le celebrità, la lezione più duratura di Capri è stata la sottrazione. Lino bianco, cotone grezzo, piedi quasi nudi, un solo gioiello che si nota sulla pelle abbronzata: lo stile caprese ha insegnato che d'estate conta ciò che si lascia a casa. Non è povertà ma scelta. Il caldo, le salite e il sale impongono materiali che respirano e oggetti che non temono l'acqua. Per questo un gioiello pensato per l'isola deve stare bene sia di giorno su uno scoglio sia la sera in Piazzetta, senza bisogno di cambiarsi. È il principio da cui nasce Anima Caprese. Per scoprire come questa misura prende forma nelle altre linee, vi invitiamo a esplorare tutte le collezioni Amo Capri.

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