La Piazzetta, un mercato diventato salotto
Il nome ufficiale è Piazza Umberto I, ma nessuno lo usa. Fino agli anni Trenta qui si vendevano pesce e verdura: era il mercato del paese, raccolto sotto la Torre dell'Orologio, che molti ritengono il campanile dell'antica cattedrale. La svolta arriva nel 1938, quando Raffaele Vuotto sistema alcuni tavolini davanti al suo caffè. Da quel gesto nasce l'abitudine di sedersi a guardare chi passa, che è ancora oggi il rito dell'isola. La funicolare, in funzione dal 1907, aveva già reso la piazza l'approdo naturale di chi sale da Marina Grande. A questo quadrato di pietra e voci è dedicata la collezione Piazzetta 925, in argento, pensata per essere portata ogni giorno.

Via Camerelle, la strada che poggia su Roma
Chi la percorre guarda le vetrine, raramente il muro. Eppure il nome viene da lì: le «camerelle» sono una serie di ambienti a volta in laterizio di età romana, probabilmente le sostruzioni di una strada che collegava le residenze imperiali del versante meridionale. Alcuni archi sono ancora leggibili lungo il lato a monte, inglobati tra un negozio e l'altro. È un tratto tipico di Capri: l'antico non sta in un recinto, ma regge materialmente il presente. La via è quasi piana, ombreggiata, e si allunga verso est senza fretta. La collezione Via Camerelle ne riprende il carattere: linee misurate, un'eleganza da passeggio più che da cerimonia.

Tragara, il belvedere dei poeti
Dove via Camerelle finisce comincia via Tragara, fra giardini murati e bouganville. Qui Edwin Cerio possedeva la Casa di Arturo, che nel 1952 ospitò Pablo Neruda in esilio: sull'isola il poeta lavorò a «I versi del capitano». In fondo alla strada, la villa progettata negli anni Venti dall'ingegnere Emilio Errico Vismara fu sede del comando americano durante la seconda guerra mondiale. Poi il terrazzo si apre e i tre Faraglioni (Stella, di Mezzo e Scopolo) compaiono tutti insieme, a poche centinaia di metri. A questa strada e alla sua terrazza sono dedicate due collezioni: Tragara e Belvedere.

Il Pizzolungo e l'Arco Naturale
Dal belvedere una scalinata scende al sentiero del Pizzolungo, che corre a mezza costa tra pini d'Aleppo ed euforbie. Dopo la prima curva si vede dall'alto Villa Malaparte, il parallelepipedo rosso costruito su Punta Massullo alla fine degli anni Trenta, con la scala a ventaglio che sale al tetto. Più avanti si incontra la Grotta di Matermania, cavità naturale che i Romani trasformarono in ninfeo. Da lì una lunga rampa di gradini porta all'Arco Naturale, il resto di una grotta crollata: un ponte di calcare alto circa diciotto metri, che incornicia il mare. La collezione Arco Naturale lavora sulla stessa idea, quella del vuoto che dà forma al pieno.

Via Krupp e la discesa a Marina Piccola
Sul versante opposto, sotto i Giardini di Augusto, l'isola scende al mare con otto tornanti scavati nella roccia. Via Krupp fu voluta dall'industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp e realizzata fra il 1900 e il 1902 dall'ingegnere Emilio Mayer. Doveva collegare il centro con Marina Piccola, dove Krupp teneva le imbarcazioni per le sue ricerche di biologia marina. In basso c'è lo Scoglio delle Sirene, che divide in due la baia e che la tradizione lega al passaggio di Ulisse. Le collezioni Augusto e Marina Piccola raccontano i due estremi di questa discesa, il giardino in alto e l'acqua in basso. Per proseguire il cammino fra tutte le altre, vi invitiamo a esplorare tutte le collezioni.